martedì 25 agosto 2015

comunicato stampa rete diritti in casa su famiglie fatte uscire dai residence dal comune di Parma senza soluzioni alternative



Da alcuni mesi continuiamo a ricevere segnalazioni di mancata assistenza ai minori in seguito a sfratti che colpiscono le famiglie di appartenenza. Praticamente dopo lo sfratto tutta la famiglia, compresi i bambini in tenera età vengono abbandonati a sé stessi dai servizi sociali.
Siccome le motivazioni dello sfratto sono nel 90% dei casi dovute al fatto che le famiglie si trovano in difficoltà economica, dopo l’esecuzione queste non possono permettersi nessuna soluzione abitativa onerosa, seppur provvisoria come hotel, un altro affitto ecc per cui sono costrette a dormire in auto o per strada o in stazione ecc. La mancanza di soluzioni alternative si manifesta in questi giorni anche per i nuclei con minori che vengono fatti uscire dai Residence perché il comune non ha più soldi per sostenere le spese per l’accoglienza in queste strutture. Anche in questo caso, considerato che le case protette, i dormitori e le case popolari risultano tutte piene e già assegnate, una volta cacciati dai Residence per le famiglie non rimane che la strada.
E’ il caso di 5 famiglie che saranno  fatte uscire  da un Residence di Collecchio domani famiglie in cui ci sono 11 minori di cui due bambini di un mese e tre mesi: anche per loro il Comune di Parma non ha offerto nessuna alternativa alla strada e  per protesta promettono di dormire presso la sede dei servizi sociali in Via Leonardo da Vinci.

giovedì 11 giugno 2015

CASA: E’ EMERGENZA SOCIALE. CHI FA FINTA DI NULLA E’ UN CRIMINALE

in seguito il volantino distribuito ieri davanti alla prefettura










CASA: E’ EMERGENZA SOCIALE.
CHI FA FINTA DI NULLA E’ UN CRIMINALE

Dopo il distacco delle utenze dei due palazzi di Borgo Bosazza dello scorso 4 giugno, dopo il presidio sotto il comune che ha portato all’ottenimento del riallaccio per lo meno dell’acqua, siamo di nuovo qui sotto la prefettura per denunciare a tutta voce che non si può continuare ad ignorare emergenza abitativa di migliaia di famiglie a Parma e provincia.
La crisi ha portato ad un aumento spropositato degli sfratti, i distacchi delle utenze sono una drammatica realtà non solo per chi vive nelle case occupate ma anche per le famiglie che non riescono più a starci dentro sia per i costi spropositati di acqua luce e gas sia per la perdita di reddito.
Tutte le riforme statali sono fatte per colpire chi già subisce. Il jobs act dissemina precarietà, il piano casa colpisce gli occupanti e fa dei favori al partito del mattone, lo sblocca italia diffonde progetti inutili, dannosi, costosi portando allo sperpero di denaro che potrebbe essere orientato per alleviare le emergenze sociali, la riforma della scuola porta autoritarismo e privatizzazioni.

mercoledì 10 giugno 2015

oggi presidio davanti alla prefettura!

Come promesso mercoledì scorso sotto i portici del grano, oggi, alle 16.30, andremo sotto la prefettura in tanti e tante a chiedere di parlare con i mandanti dei distacchi della settimana scorsa e chiedere un tavolo per parlare dell'emergenza abitativa. 
Davanti a quello che è successo il 4 giugno, stare zitti e fermi è impossibile, vi aspettiamo quindi oggi alle 16,30, sotto la prefettura.



Di sotto, il resoconto della giornata del 4 giugno.

martedì 9 giugno 2015

assemblea pubblica a Fornovo della Rete Diritti in Casa



Sabato 6 giugno si è tenuta a Fornovo presso sala civica Foro Boario lassemblea promossa dalla Rete Diritti in Casa di Parma in merito allemergenza abitativa nello stesso comune della Val Taro.
Sono attualmente 13 gli sfratti in fase di esecuzione a Fornovo, un numero spropositato se rapportato alla popolazione residente e se comparato con altri comuni della provincia. Nel corso dellassemblea sono emerse diverse problematicità specifiche del Comune di Fornovo.
Innanzitutto si è rilevato che negli ultimi decenni non ci sono stati interventi in merito alle politiche abitative e le ultime costruzioni di edilizia sovvenzionata risalgono al 1986. Non risultano altri interventi edificatori specifici e lunico tardivo tentativo messo in moto ultimamente dallamministrazione Grenti fa leva sui privati (affitti garantiti). Nel frattempo è stato approvato (dicembre 2009) un regolamento per le assegnazioni delle case popolari che penalizza gravemente i giovani e i migranti, cioè proprio le categorie che più spesso presentano domanda di assegnazione. Con questo regolamento per esempio si premia con punteggi spropositati chi da più tempo abita nel comune (fino a 6 punti in più) o chi ha versato per più anni contributi Gescal (fino a 4 punti in più per chi ha versato questo tipo di contributi estinti nel 1998) . Poca considerazione viene invece attribuito al disagio economico (1 solo punto per chi ha unincidenza del canone sul reddito fino al 70%), alle famiglie numerose e alle famiglie a reddito basso. In pratica un regolamento costruito su misura per gli anziani (5 punti in più per anziano sopra i 75 anni), certo meritevoli di assistenza ma solo nel caso fossero in situazione economica difficile.

giovedì 4 giugno 2015

BASTA CON SGOMBERI SFRATTI E DISTACCHI!!!



Nel primo mattino di oggi 4 giugno 2015 uno spropositato contingente di polizia e carabinieri ha consentito ai tecnici Iren di distaccare acqua luce e gas ai due palazzi di Borgo Bosazza occupati da 13 famiglie sfrattate, tra i quali bambini e alcuni disabili.  Si tratta di un atto vile e vergognoso, di stampo fascista perché lasciare tante famiglie senza dei beni primari per la sopravvivenza come l’acqua o senza possibilità di cucinare o vedere vuol dire cercare di cancellare l’esistenza di queste persone, con un gesto tipico di regimi autoritari e disumani.
Due signore, delle quali una disabile, sono state ricoverate in ospedale in seguito al distacco per crisi legate alla disperazione conseguente al distacco.

sabato 30 maggio 2015



EMERGENZA ABITATIVA A FORNOVO



Troppe famiglie sotto sfratto a Fornovo: anni e anni di mancato intervento pubblico sulle politiche abitative causano ora la mancanza di risposte ai cittadini che a causa della crisi subiscono  lo sfratto. Si è lasciato troppo spazio al mercato immobiliare che risponde solo al criterio del profitto: il risultato è che ora ci sono tante case vuote e troppa gente senza casa.

ASSEMBLEA PUBBLICA
SABATO 6 GIUGNO 2015
ORE 16

Sala Civica Foro Boario
Via Grandi 12
Fornovo di Taro


Promossa dai cittadini sotto sfratto di Fornovo Taro

con la partecipazione della Rete Diritti in Casa Parma

sabato 25 aprile 2015

Da Parma a Kobane passando per il Mediterraneo

Oggi, 25 aprile 2015, abbiamo deciso, scendendo nelle strade con uno striscione che rappresenta quello stesso Oltretorrente che già nel ’22 si ribellò e respinse il fascismo, di ridare senso alla solita parata istituzionale per la ricorrenza della Liberazione.
Abbiamo attualizzato e internazionalizzato il concetto di resistenza, dedicando la giornata ai compagni e alle compagne kurde e a tutte le persone che hanno perso la vita mentre attraversavano il Mediterraneo in cerca di una vita degna, deviando dal percorso ufficiale e compiendo un atto di resistenza, liberando uno spazio tolto all’uso pubblico dall’ennesima azione speculativa di questa città.
Lo spezzone ha deciso di non condividere la piazza con gli stessi rappresentanti di quella dittatura economica, che differisce da quella fascista solo per il livello di ipocrisia, e che attraverso normative come il jobs act, la buona scuola, il piano casa, sancisce l’intoccabilità dei privilegi di pochi, ottenuta con la distruzione dei diritti e dei bisogni basilari dei più.

sabato 18 aprile 2015

EMERGENZA CASA A FORNOVO: SETTE SFRATTI FERMATI IN UN GIORNO

Giovedì 16 aprile 2015 la Rete diritti in Casa è intervenuta a Fornovo dopo aver ricevuto segnalazione allo sportello di Via Mantova 24 di 4 imminenti sfratti nello stesso paese. 
Si tratta di famiglie di migranti che abitano li da oltre un decennio, hanno sempre pagato le tasse e gli affitti fino a che la crisi gli  ha fatto perdere il lavoro e con questo anche la possibilità di pagare una casa. Sono famiglie i cui figli sono nati e cresciuti a Fornovo, perfettamente inseriti nel contesto sociale del paese e la cui unica colpa è quella di essere poveri.
Una volta assestati i presidi antisfratto presso gli appartamenti  siamo stati raggiunti da altre famiglie del paese che ci hanno chiesto di intervenire per altri 3 sfratti in corso nella stessa giornata. Ci hanno raggiunto poi altre due donne, una per segnalarci che la casa che stava acquistando è sottoposta a pignoramento e l’altra piangendo ci ha detto che il proprietario dell’appartamento dove abita ha cambiato la serratura in sua assenza e che da 15 giorni sta girando tra ospedale stazione e comune per poter rientrare a casa e rientrare in possesso dei suoi beni primari. Dopo avere ottenuto, grazie al nutrito presidio, il rinvio di due mesi di tutti gli sfratti, abbiamo ritenuto doveroso andare a chiedere al Comune di Fornovo spiegazioni e risposte in merito a una situazione eclatante di emergenza abitativa con un numero impressionante di casi gravi concentrati in un comune di 6000 abitanti.