lunedì 20 ottobre 2014

22 ottobre: inauguriamo il SAIE, diamo il benvenuto a Renzi!

In Italia si consumano 8 metri quadrati di suolo al secondo, migliaia di ettari di terreni agricoli che vengono trasformati in porzioni di suolo edificabili. Moltissime sono le imprese edili e di costruzione che mettendo a valore il suolo producono lauti guadagni con colate di cemento, ferro e asfalto.
Interi territori sono stati devastati da pratiche di costruzione selvaggia che sono le principali responsabili di catastrofi ambientali come quelle avvenute a Genova, Olbia e in Maremma. Il 30% del suolo del nostro paese è coperta da edifici, infatti, si stima che ogni famiglia potrebbe possedere più di un appartamento a testa.
Tutto ciò non è servito a dissuadere il governo dall'erronea e aggiungeremo datata convinzione che per superare la crisi e risolvere la questine abitativa bisognasse regale soldi e sgravi fiscali a costruttori, palazzinari e speculatori, così come previsto nel piano casa di Matteo Renzi. Si continua a depredare i territori, con opere di costruzione che per altro non sembra riescano più a valorizzarsi e generare i profitti sperati.

sabato 18 ottobre 2014

Liberati due palazzi in B.go Bosazza! #TaketheCity #18O

Stamattina diversi nuclei famigliari hanno occupato alcuni appartamenti lasciati marcire da anni in Borgo Bosazza.
Chi ha occupato? Gli occupanti sono famiglie e single, che sono in attesa di casa popolare. Purtroppo le politiche sociali non sono una priorità per il Paese da ormai tanti anni. In un periodo di crisi come questo le case popolari andrebbero costruite, non vendute, ma per mancanza di buon senso o malafede i nostri governanti la pensano diversamente. La casa è una necessità per tutti e queste persone agiscono per garantirsi questo diritto.
Perchè lo hanno fatto? Perchè la casa è una necessità, e non si può rischiare di morire di freddo mentre tante case vengono tenute chiuse. E’ più responsabile il padre che sceglie di vivere in strada o chi prova comunque a garantire un tetto alla sua famiglia? Queste famiglie hanno scelto e hanno deciso che l’occupazione è l’unica, e ultima, possibilità per provare a vivere in maniera degna.

martedì 14 ottobre 2014

Genova, lo Stato del fango

Ci risiamo. E ancora a Genova. Ma non è la prima volta e non sarà l’ultima città vittima di un modello di sviluppo vorace che, consumando suolo e sottomettendolo agli interessi della rendita, fa i conti con eventi in grado di restituire “naturalmente” il territorio alle sue funzioni originarie. Quindi un alveo di un fiume torna ad essere quello che deve essere, o almeno ci prova, rompendo lo schema del cemento che lo vorrebbe ingabbiare e devastando la speranza che l’infrastruttura umana regga l’impatto mortale. Le responsabilità sono chiare ed è inutile cercare capri espiatori da esibire tramite televisioni e giornali. La bulimia edilizia di questo paese è tragicamente andata oltre ogni ragionevole tolleranza e deve essere fermata. Se non lo facciamo noi lo fa il Bisagno, il Sarno, il terremoto.
La tragedia vera però deve ancora arrivare. Lo sblocca-Italia e la nuova legge urbanistica del ministro Lupi, salutati come panacea economica e considerati portatori di benessere e sicurezza, di agevolazione degli iter burocratici ed eliminatori di paletti giuridici, daranno il colpo di grazia ad un territorio nazionale già ampiamente saccheggiato. L’altare delle grandi opere e dei grandi eventi è già innalzato e le lodi all’importanza di far ripartire i cantieri, tra precarietà e cemento, si levano alte e decise. Anche in commissione ambiente il prode ambientalista Realacci supportato dal convertito Chicco Testa plaudono al Tap, al Tav, all’Expo e figuriamoci se non saranno in prima fila nel superare le lamentele delle Sovrintendenze o degli amministratori locali preoccupati per il loro territorio a rischio. Il dna del governo Renzi

domenica 12 ottobre 2014

ULTIMO COMUNICATO DEL COLLETTIVO INSURGENT CITY

Dopo tanti anni il collettivo Insurgent City, compagno di tante lotte e con cui condividevamo gran parte del nostro sistema di valori, sceglie di terminare la propria esperienza, speriamo per dare vita a qualcosa di più grande. Un abbraccio consapevoli che tanto continueremo a incontrarci nelle lotte per le strade di Parma, contro speculazioni e rendite, in difesa dei lavoratori e dei poveri, spalla a spalla consapevoli di camminare sempre nella direzione giusta.

Ecco il comunicato: Con il testo che segue vogliamo sancire la conclusione dell’esperienza politica come collettivo Insurgent City, esperienza che per noi (e speriamo anche per altri) ha significato qualcosa d'interessante e d'importante.

Insurgent City nasce alcuni anni fa, durante una fase politica che oggi sembra distante anni luce; erano gli anni di “Parma città Europea”, della metropolitana leggera, della paranoia securitaria condita da pestaggi razzisti e abusi di potere. In questo contesto, il collettivo muove i primi passi e cerca di costruire un argine alla deriva politica e sociale che la nostra città vive - in piena sintonia con la dimensione nazionale; il passaggio dalle dinamiche particolari a quelle generali sono il dato distintivo dell'agire politico che il collettivo si dà, concentrandosi sulla “sicurezza”, le trasformazioni urbane e gli interessi economici che sottostanno alle “riqualificazioni” e ai “rimodernamenti” che piano piano cambiano la faccia della città e la vita dei suoi abitanti.

martedì 7 ottobre 2014

ARRIVA L'AUTUNNO E INIZIA LO SPORTELLO ANTIDISTACCO IN CASA CANTONIERA TUTTI I MARTEDÌ DALLE 18:30 ALLE 20!


Bergamo: sfratti per morosità, parte la moratoria!

Bergamo – As.I.A. e Unione Inquilini lanciano la moratoria sugli sfratti per morosità incolpevole, provvedimento già adottato in altre provincie di Italia.
Le amministrazioni comunali sono per ragioni differenti in difficoltà nel rispondere al diffuso disagio abitativo, per questo i sindacati degli inquilini chiedono anche ai Sindaci di assumere una posizione chiara: la moratoria è lo strumento necessario per fornire soluzioni dignitose ai cittadini, nonostante i gravi deficit di bilancio in cui si trovano i Comuni.
Bergamo non è un’eccezione, i suoi dati sono in linea con la tendenza nazionale.
L’emergenza abitativa ha raggiunto livelli allarmanti in città e provincia. I dati del 2013 citati nel documento congiunto restituiscono la cruda realtà dei fatti: “Sono stati 15.387 i nuovi sfratti per morosità convalidati in Lombardia, con un incremento del 19% sul 2012. A Bergamo e provincia i nuovi sfratti per morosità nel 2013 sono stati 1.173; le richieste di esecuzione 1.702 (+17%), le esecuzioni con l’ausilio della forza pubblica (con tutti i costi a carico dei contribuenti che ne derivano) sono state ben 529 con un incremento del 10%.
In tutta la Bergamasca ed in particolare nelle aree industriali la perdita del posto di lavoro determinata dalla crisi economica, […] gli sfratti per morosità abbiano ampiamente superato quelli per scadenza contrattuale (finita locazione), raggiungendo nel 2013 il 91% del totale; al contempo crescono in maniera rilevantissima le esecuzioni immobiliari (pignoramenti) determinate dal mancato pagamento dei mutui. Rispetto all’anno 2007, (cioè nell’arco di 5 anni) si è avuto un incremento del 140%
”.