mercoledì 19 novembre 2014

ODIO LA LEGA TOUR 2.0 Concentramento alle 16:30 in PIazzale SantaCroce. Parma è antirazzista!

Non sempre si può scegliere di occuparsi di cose interessanti, né piacevoli, né particolarmente intelligenti, ed eccoci dunque a parlare di Matteo Salvini e la “sua” Lega Nord.
Divenuto per disperazione leader di un partito famoso per essersi comprato le lauree a Tirana e le mutande verdi coi soldi pubblici, bisogna riconoscergli una certa abilità nel riposizionamento, come quei giocatori che nonostante facciano gran movimento in campo non toccano mai la palla.
Così, nel giro di qualche mese, Salvini è passato da uomo che cantava le canzoncine da stadio sui napoletani “colerosi e disoccupati” ad alfiere dei deboli contro i più deboli, anche al Sud, che considera un nuovo, insperato bacino di consensi.
La Lega Nord ,insieme a tutti i partiti xenofobi, ha capito che, per effetto della crisi e della lamentevole assenza della sinistra, si aprono nel nostro Paese spazi enormi per chi intende rappresentare i ceti popolari in un’ottica di difesa degli “indigeni contro gli immigrati”. L’esempio della Francia del resto, con l’affermazione di Marine Le Pen, sta lì a dimostrarlo.
Perché progettare difficili e rischiose azioni e iniziative volte ad esempio ad istituire imposte di tipo patrimoniale o a difendere il lavoro? Perché chiedere interventi pubblici per la difesa del territorio e su molti altri temi che consentano a giovani e meno giovani di avere un lavoro?
Abbiamo un obiettivo facile e a portata di mano: l’immigrato che ruba il lavoro, ha la pelle spesso di un colore differente, mentalità a volte incomprensibili e costumi a volte un po’ fastidiosi. E il gioco è fatto. Battendo la grancassa del no all’immigrazione si può fare il pieno di voti.
Si tratta ovviamente di un falso obiettivo, una delle tante armi di distrazione di massa messe in campo per evitare che le persone prendano coscienza dei problemi reali e della necessità di darsi obiettivi di effettiva trasformazione sociale. I precedenti storici del resto non mancano. Additare un capro espiatorio contro cui rivolgere la rabbia delle masse è da sempre lo sport preferito della destra estrema.
Un’antica barzelletta, opportunamente riadattata, descrive molto bene l’attività di Matteo Salvini e del suo partito: ci sono venti panini sul tavolo, i ricchi ne mangiano diciannove e lui urla ai poveri: ehi, attenti! I rom stanno mangiando il vostro panino!

mercoledì 12 novembre 2014

FUORI I RAZZISTI DALLA CITTÀ: #SALVINISCAPPA

Il presidio di ieri è stato molto partecipato, molto combattivo e creativo, nonostante la stampa voglia descriverlo come "violento". Nessun aggredito, nessuno spintone; il signore che si è fatto male, e ci dispiace molto, purtroppo è inciampato, e neanche la polizia ha capito come sia accaduto. Ma alle criminalizzazioni ci siamo abituati.
Purtroppo per loro invece il presidio si è ingrossato man mano che Salvini ritardava il suo arrivo, nonostante la pioggia. Dall'inizio alla fine, molti giovani immigrati si sono uniti a noi spontaneamente e questo è un ottimo segnale di partecipazione e "senso civico", in un contesto in cui gli italianissimi sembrano pensare invece solo allo shopping e al "divertimento" commercializzato.

venerdì 7 novembre 2014

IREN: TAGLIAMO LE BOLLETTE

Oggi, giovedì 6 novembre, gli attivisti e le attiviste della Rete Diritti in Casa  si sono recati presso la sede di Iren dopo l’occupazione di tre settimane fa che ha portato all’ottenimento di un tavolo di trattativa con l’amministratore delegato di Iren, Andrea Viero e il dirigente comunale Sgarbi.
Le richieste che abbiamo riportato al tavolo riguardavano il blocco dei distacchi per tutto il periodo invernale (dal 15 novembre al 15 marzo) per tutti i nuclei con ISEE inferiore a 5000€ e l’applicazione di una franchigia basata sui consumi che sono stati calcolati usando le tabelle dell’autorità garante per l’energia elettrica, l’acqua e il gas.
Il risultato dell’incontro, come ci si aspettava, non è stato del tutto soddisfacente.
Quello che siamo riusciti ad ottenere è:
- Stop ai distacchi dell’acqua (verrà garantito il minimo indispensabile di acqua per poter vivere dignitosamente);
- Iren si impegna ad aprire uno sportello pomeridiano per ricevere, su appuntamento, i casi di morosità incolpevole segnalati e certificati dal comune e/o dalle associazioni ai quali verrà applicata, di fatto, una moratoria dei distacchi il cui onere graverà anche su Iren;
- Il debito accumulato durante la moratoria verrà spalmato in numerose rate in modo tale da non rendere il debito in onorabile;

Una sola grande opera casa e reddito per tutt*

Le realtà attive sul territorio nazionale nella resistenza agli sfratti e per il diritto all’abitare si sono riunite a Roma, l’1 e il 2 Novembre, per confrontarsi ancora sullo stato delle lotte e per darsi nuove indicazioni rispetto all’autunno.
Nuove realtà si sono affacciate alle assemblee portando con sè le proprie esperienze e specificità territoriali. “Abitare nella crisi” è diventato un appuntamento importante e largo che dopo l’anno di mobilitazione appena trascorso ha raggiunto nuove città, confermando il carattere riproducibile e concreto delle battaglie messe in campo.
Le battaglie di riappropriazione e di resistenza agli sfratti esprimono, all’interno dei territori, non solo il bisogno di casa ma la necessità di organizzarsi contro l’inasprimento delle condizioni di vita, mettendo in discussione l’esistente in tutte le sue forme e l’impoverimento delle nostre vite. I quartieri, le borgate hanno sempre più bisogno di punti di riferimento, di presidi liberati nei quali poter organizzare di battaglie che vanno direttamente e quotidianamente a rivendicare dignità. A partire da diritti primari come la casa, l’acqua, la luce ridotti ormai a beni da privatizzare.

mercoledì 5 novembre 2014

È ARRIVATO L'INVERNO ED È CAMBIATA L'ARIA


 E' arrivato l'inverno e sono cambiati aria e clima. Fa freddo. Ed è per questo che a Parma sabato 18 Ottobre 14 nuclei di Tunisini, Camerunensi, Nigeriani, Marocchini e Ucraini hanno deciso di prendersi una nuova casa. Due palazzi sono stati occupati, o meglio liberati dalla speculazione, la stessa che non risparmia le nostre vite, al punto da negarci la felicità, la famiglia, la salute, l'acqua, la vita. I proprietari (una nota famiglia di palazzinari) posseggono infatti diversi stabili perlopiù concentrati nella zona dell'oltretorrente e sono uno dei principali attori nel grande gioco del Monopoli cittadino.
Grazie alla concentrazione di proprietà (insieme a pochi altri soggetti) possono permettersi di influire di gran lunga sui prezzi degli affitti, lasciando interi palazzi vuoti per restringere l'offerta, aumentando la scarsità del bene-casa e quindi aumentando i prezzi: lasciare palazzi vuoti e abbandonati è una delle regole fondamentali di questo gioco.

domenica 2 novembre 2014

Solidarietà alla Torre Libertaria, nuovo spazio libero in città!

E' con viva e vibrante soddisfazione che esprimiamo tutta la nostra solidarietà e complicità alle associazioni e agli individui occupanti la torre liberata. Lunga vita alla torre, che era restaurata da anni ma senza alcuna funzione o progetto, gli è stata restituita la funzione sociale che merita.


Documento del progetto dell'occupazione della Torre Libertaria
I LIBERTARI CAMBIANO CASA
Il gruppo anarchico A.Cieri –FAI esiste dal 1991, la sezione di Parma dell’USI dal 1994.
Da sempre, per noi il riferimento fondamentale del nostro agire è l’anarchismo sociale, lontani quindi da anarco-estetismi funzionali ai clichè (e al potere), consapevoli della necessità di non isolarci in un individualismo e in un ribellismo di facciata fine e sé stesso, ma che bisognasse fare azione su un piano politico reale, orgogliosi delle nostre idee e pratiche, ma consapevoli anche delle difficoltà concrete che un anarchismo non informale

lunedì 20 ottobre 2014

22 ottobre: inauguriamo il SAIE, diamo il benvenuto a Renzi!

In Italia si consumano 8 metri quadrati di suolo al secondo, migliaia di ettari di terreni agricoli che vengono trasformati in porzioni di suolo edificabili. Moltissime sono le imprese edili e di costruzione che mettendo a valore il suolo producono lauti guadagni con colate di cemento, ferro e asfalto.
Interi territori sono stati devastati da pratiche di costruzione selvaggia che sono le principali responsabili di catastrofi ambientali come quelle avvenute a Genova, Olbia e in Maremma. Il 30% del suolo del nostro paese è coperta da edifici, infatti, si stima che ogni famiglia potrebbe possedere più di un appartamento a testa.
Tutto ciò non è servito a dissuadere il governo dall'erronea e aggiungeremo datata convinzione che per superare la crisi e risolvere la questine abitativa bisognasse regale soldi e sgravi fiscali a costruttori, palazzinari e speculatori, così come previsto nel piano casa di Matteo Renzi. Si continua a depredare i territori, con opere di costruzione che per altro non sembra riescano più a valorizzarsi e generare i profitti sperati.